History

La storia contemporanea del brand ebbe inizio nel 2011 con il ritrovamento, all’interno dei nostri archivi aziendali, di un misterioso scatolone contenente progetti e prototipi appartenuti ad un’altra era. Idee di un personaggio lontano a noi, di cui sappiamo poco, ma di cui abbiamo cercato di ricostruirne la storia grazie agli scritti ritrovati. Un uomo forte, dedito al lavoro, dotato di grande personalità e creatività, il cui nome era Mr Hally.

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Siamo a Londra, alla fine degli anni ’40, un periodo cupo in cui i drammi della grande guerra erano ancora visibili e ben impressi nelle menti delle persone. Egli lavora come artigiano in una piccola e antica bottega localizzata in Cleveland Street, famosa e rinomata zona per la produzione artigianale dell’occhiale inglese.

Nel 1959 decide di creare in autonomia una piccola collezione in pezzi limitati, composta da 5 modelli: 3 occhiali vista e 2 sole. Collezione questa che, al momento della sua presentazione, non ebbe ampio consenso. Mr Hally non si perdette d’animo, continuò a perfezionare i suoi progetti con assoluta dedizione, come se il fallimento della prima collezione fosse servito come nuova fonte d’ispirazione per le sue creazioni.

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In una Londra ancora alle prese con gli strascichi lasciati dalla seconda guerra mondiale, con un’economia incerta e con un figlio di 4 anni da crescere, il Sign. Hally convinto delle proprie potenzialità e conscio dei propri mezzi decise di trasferirsi, di andare a vivere in Italia. Un paese dalle grandi sapienze, presso il quale avrebbe potuto imparare nuove cose, acquisire nuove competenze di progettazione, di utilizzo dei materiali e una più ampia (magari diversa) concezione del prodotto occhiale. Decise quindi di fare i bagagli, “poca roba si viaggia leggeri” continuava a ripetere al figlio. Una valigia in pelle marrone, rigida e squadrata, per gli abiti e il vestiario di Mr Hally, una valigetta contenente tutti i progetti e i prototipi e, infine, una valigia più piccola per i vestiti e i giocattoli in legno del figlio.

Era ora di partire, di lasciare la Gran Bretagna, d’immergersi nella poesia e nella cultura del bel paese italiano. Un lungo viaggio, dunque, si accingevano a intraprendere i nostri due protagonisti, all’interno di un classico treno dell’epoca, tutto in legno, carrozza numero 3, con la classica disposizione degli spazi: corridoio laterale e cabine da 6 posti a sedere. Si sa, quando il viaggio è lungo e fuori dal finestrino scorrono rapidi alberi, laghi, monti, paesaggi, la mente inizia a riflettere ed elaborare.

Fu proprio in quelle circostanze che i progetti di Mr Hally iniziarono a delinearsi ancor meglio. La voglia di migliorarsi era tanta, infatti scrisse:

“Voglio che i miei occhiali diano modo di vedere il mondo ricco ed entusiasmante attraverso un prodotto artigianale carico di esperienza e competenza”.

Trascorsi 2 giorni dalla partenza, la carrozza n°3 si fermò alla stazione di Torino, il capotreno fischiò l’arrivo e urlò: “Turin… Turin, This is Turin Central Station!” Era un sabato pomeriggio di metà novembre, il freddo umido delle Prealpi italiane risvegliò subito gli animi e gli spiriti di Mr Hally al quale la città parve così monumentale, imponente e industriale. Dopo un rapido soggiorno nel capoluogo piemontese, i due viaggiarono l’Italia, da Milano a Firenze, da Roma a Napoli, da Venezia a Volta Mantovana, città del mantovano in cui si sentì come a casa sin dal primo istante.

Le persone erano ospitali, dedite al lavoro, inoltre in quegli anni vivevano a Mantova numerosi artisti, musicisti, persone dotate di forte intelletto e attivisti politici. Mr Hally si trovò sin da subito bene e strinse amicizia con numerosi artigiani, fabbri e piccoli industriali che lo aiutarono nel personale processo di crescita e maturazione professionale.

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La nuova collezione Hally & Son era ormai affinata, il desiderio di realizzare “il grande sogno” era sempre presente in lui. L’insieme di circostanze positive e la sua determinazione furono in grado di trasformare i progetti su carta in una collezione reale, presentata nell’aprile del 1962.

“Come le bellezze del mondo sono in grado di attrarmi, così anche i miei occhiali un giorno dovranno essere considerati come bellezze assolute e per questo, piacere alle persone”.

La collezione ebbe si da subito un grande successo, ma cosa ancora più gradita ebbe un grande apprezzamento da parte delle persone che Mr Hally riteneva importanti vestire. Il grade sogno si realizzò dunque, tant’è che anche a Londra sentirono parlare dell’occhiale senza tempo Hally&Son.

“Le mie collezioni custodiscono un’anima, la quale finalmente è stata appresa e apprezzata dagli intellettuali possedenti un certo stile. Le incredibili emozioni che ho provato in questi anni sono difficilmente descrivibili ma facilmente interpretabili… Ce l’ho fatta! Il mio sogno si è avverato, le mie realizzazioni sono state apprezzate”.

La serenità di quel periodo gli permise di sperimentare nuove forme e di dedicare del tempo al proprio figlio, facendogli apprezzare il lavoro, le piccole emozioni del quotidiano, la bellezza delle cose, educandolo e insegnandogli quanto appreso dal mondo dell’occhialeria. Purtroppo non sappiamo il continuo della storia di Mr Hally, i suoi appunti a noi pervenuti s’interrompono qui. In alcune delle sue ultime note, datate 1973, fanno riferimento a una situazione di vita non più serena.

“Percepisco un malessere psico-fisico che mi affligge e che non mi dà la serenità di progettazione”.

Sfortunatamente non sappiamo bene che fine abbiano fatto i suoi occhiali e le sue idee, sappiamo solo che abbiamo avuto la fortuna di ritrovare, dentro uno scatolone, alcuni dei suoi prototipi, molti disegni, appunti e uno dei suoi taccuini personali che ci ha permesso di ricreare e raccontare, qui e oggi, la storia di un sogno iniziato in Inghilterra e realizzatosi in Italia.

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Furono proprio i particolari a incuriosirci. Una cerniera a 3 punti e l’altra a 2, infine il terminale d’asta arrotondato come se fosse un bottone.

Per noi lo scatolone ritrovato negli archivi aziendali possiede in sé anche una missione, ovvero quella di continuare quanto creato da Mr Hally. Ci siamo sentiti in dovere quindi di far rivivere il sogno Hally & Son e di portare alla luce quei modelli che erano rimasti incompleti o solo dei disegni su carta.

I progetti ritrovati sono molteplici e alcuni di rara bellezza. Abbiamo deciso quindi di reinterpretare alcuni modelli, conferendo loro un approccio alla progettazione più moderno e innovativo.

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